
Alla rassegna iridata di Sud Africa 2010 scommette un euro sui talenti dell’Inghilterra, «ma l’Italia - dice con forza - andrà fino in fondo e ci sorprenderà ancora una volta».
Manzo è l’attaccante più forte che ha visto giocare in categoria, mentre davanti agli occhi ha ancora le parate sfoderate in quel pomeriggio a Pianura, nello storico 0-1 inflitto alla corazzata di Gargiulo.
Gigi Sorrentino, estremo difensore del Calcio Pomigliano, si è imposto a suon di “prestazioni fuori catalogo” nella stagione mandata in archivio da poche settimane. Classe 1991, il portiere di Palma Campania è cresciuto nelle giovanili del Napoli: sfodera i guantoni da titolare con la maglia granata cucita addosso, il 27 settembre del 2009 quando l’allora band vesuviana guidata dal tecnico Mario Pietropinto s’apprestava a disputare la quinta giornata di campionato al “Tony Chiovato” contro la Sibilla.
Lo “stregone di Eboli”, dopo essersi affidato in abbrivio di campionato e nella trasferta di Coppa Italia al “Riciniello” di Gaeta all’altro classe 91, alias Paolo Vionate, decide di lanciarlo nella mischia dal primo minuto in Coppa con il Neapolis.. Sotto la guida Nastri migliora sensibilmente le sue performance: con l’avvento di Corino, arriva la definitiva consacrazione.
Ai taccuini di www.pomiglianocalcio.it, il Sorrentino-pensiero parte da una riflessione sulla stagione appena conclusasi:«Vedendo la posizione finale in classifica, vale a dire il nostro settimo posto – spiega l’estremo difensore partenopeo - dico che c'è tanto rammarico se si tiene conto che abbiamo fatto una rincorsa veramente importante con mister Corino in panchina. Noi a livello di squadra avevamo tutte le possibilità per piazzarci molto più in alto, ma non è successo. Merito a chi ha fatto più punti di noi».
Sei arrivato in un gruppo dove mister Casimiro Verriola lavora molto sul piano tecnico e caratteriale alla formazione dei portieri? Qual è il tuo rapporto con lui?
«Il mister è veramente una persona eccezionale. É stato chiaro sin dal primo giorno di allenamento, soprattutto con me che ero nuovo e che con questa categoria non avevo mai avuto modo di confrontarmi. Ci illustrò bene nei primi allenamenti tutte le difficoltà che un portiere può incontrare visto che si affrontano diversi bomber in questa categoria e i suoi consigli si sono rivelati sempre preziosissimi per noi giovani. Poi è uno che sul lato umano ci tiene tanto e questo rapporto mi ha fatto crescere tanto e per questo lo ringrazio».
Che gruppo hai trovato qui a Pomigliano e con chi hai legato maggiormente nello spogliatoio?
«Diciamo subito che questo è stato fin dall’inizio un ottimo gruppo in cui ho legato con tutti alla grande. Ma se devo fare qualche nome, dico Pasquale D'Arienzo, perché in ogni situazione mi è stato di conforto con la sua grande esperienza: mi ha dato veramente tanti consigli. Grande rapporto con tutti gli altri e con Marco Sito».
Che tipo di rapporto esiste tra te e Paolo Violante, l’altro portiere classe 91 già presente in gruppo? C’è sempre stata sana competizione tra di voi. Non trovi?
«Con Paolo ho un rapporto strepitoso. Parliamo di un ragazzo eccezionale, che ha fatto bene ad inizio campionato e in Coppa. Poi dopo la gara a Pomigliano contro il Matera, c'è stata la Coppa Italia con il Neapolis dove mister Pietropinto mi diede la possibilità di giocare dall’inizio. E la domenica successiva, a Bacoli, il mister ci chiamò e disse che mi stava vedendo bene e riteneva giusto farmi giocare. Tra di noi mai nessun problema:ci siamo sempre incoraggiati a vicenda».
«Qui a Pomigliano sono stato benissimo e ho avuto modo di far parte di una società organizzatissima che non ha nulla a che vedere con questa categoria: merita molto di più.
Un ringraziamento di cuore a tutta la gente di Pomigliano che mi ha sostenuto e che ha creduto nella nostra squadra».
ASD CALCIO POMIGLIANO
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